GAIA LA PIETRA-Antonella Scaglione

Antonella Scaglione

GAIA LA PIETRA

 

-   La formazione di Antonella Scaglione è prettamente da autodidatta anche se le influenze familiari sono decisive per la sua formazione artistica. Cresciuta in un ambiente di artisti, il padre era un pittore particolarmente attivo negli anni '70, inizia sin da subito ad apprezzare la pittura a olio e la vasta gamma di possibilità espressive e coloristiche che quest'ultima offre.
Di forte impatto emotivo, le sue opere colgono i molteplici aspetti naturali.
Esseri umani, animali, fiori e piante sono posti tutti allo stesso livello, tutti facenti parte di una natura in continua evoluzione che si modifica e si adatta alle evoluzioni di coloro che la abitano e la caratterizano.

vele_al_lago_07-2007(2)In "VELE AL LAGO", nonostante lo sfondo possa trasmettere pace e tranquillità come di un luogo incontaminato, la presenza delle barche a vela, e la relativa ombra sull'acqua, trasmettono l'idea dell'artificialità, della natura corrotta dall'uomo che ne sfrutta la bellezza e i frutti.
L'essere umano è l'intruso, colui che impedisce allo sguardo di guardare oltre l'orizzonte per ammirare ciò che di più bello possa esistere.

 

maternita%27_africana_09-2007(2)"MATERNITA' AFRICANA" è la naturalità per eccellenza. L'Africa, continente selvaggio e smisurato trasmette l'idea dell'inconoscibile, dell'intoccabile. A ciò l'artista associa la maternità, il mistero della vita, un'azione umana dettata dalla natura che l'uomo può controllare solo in parte.

 

rose_gialle_2La serie che raffigura i fiori potrebbe ingannare lo sguardo non attento portando a credere che i soggetti raffigurati siano uguali. Anche i fiori, tutti elementi vegetali, hanno però una soggettività propria, una propria composizione, un proprio profumo, ognuno di loro ha una funzione, ben chiara all'interno del mondo naturale.

vento_d%27autunno_02-2007"VENTO D'AUTUNNO" è l'unione tra la natura e l'uomo. L'inafferrabile rappresentato come qualcosa di tangibile. L'autunno, una stagione passeggera, che possiamo vivere ma non toccare, è vista dall'artista come una donna il cui movimento ricorda una danza dolce e soave. Una danza che crea un vortice di foglie inarrestabile, il vento, che gli esseri umani possono subire ma non modificare o frenare.
I colori sono caldi, rosso, arancio, giallo ocra e tutti contribuiscono, nonostante la rappresentazione sia di una stagione fredda, a un effetto di tepore interno come se il vento non ci scalfisse, non ci toccasse. Esiste , ma non lo si può sentire perchè attratti dal movimento della donna piuttosto che a ciò che questo movimento crea.

Dott. Gaia La Pietra (storico dell'arte)