FEDERICA PELIGRA-Antonella Scaglione

Antonella Scaglione

FEDERICA PELIGRA

 
 
 

Dal Catalogo "ESPOSIZIONE TRIENNALE DI ARTI VISIVE A ROMA 2014 TILT ESTETICA a cura di Daniele Radini Tedeschi; edito da GIORGIO MONDADORI:

ANTONELLA SCAGLIONE nasce a Roma, in una famiglia in cui forte si respira l'amore per l'arte. Il padre infatti è un noto pittore degli anni '70, specializzato, come poi lo sarà anche la nostra artista, nella tecnica della pittura ad olio.

Le opere di Antonella Scaglione si fanno apprezzare per la loro capacità inventiva e per l'uso dinamico e brillante dei colori.

Nell'opera, dal titolo "La dolce vita 1" la Nostra, rilegge il cinema felliniano attraverso un'icona senza tempo: quella dell'attrice svedese Anita Ekberg, che, in questa immagine tratta dal film, rievoca quel  "mito" storico della Fontana di Trevi nel quale l'attrice si immerge.

Antonella Scaglione interviene sull'immagine fotografica rielaborandola con il suo collage e fornendo omaggio agli anni '60. Stile similare a Mimmo Rotella, la nostra artista dà un volto nuovo ad una pietra miliare della storia del cinema, chiaramente leggibile e fruibile, anche grazie alla scritta a caratteri rossi, che indica il titolo della pellicola ma anche della tela.

L'opera, così come vien ora fuori, può dirsi, a tutti gli effetti, sua.

Il reale e la fantasia si compenetrano in questo movimento a spirale creato da una serie di spicchi che rendono l'immagine quasi un puzzle evocativo, dove si alterna e si combina perfettamente il bianco e il nero della foto originale con il colore del dipinto. Spirali cromatiche generano movimento in un'immagine colta nel pieno della estasi, ad occhi chiusi.

Il procedimento di ripresa della pop art è fin troppo evidente e come in Warhol, anche in Antonella Scaglione c'è qualcosa di più profondo di un'estetica del banale. Il procedimento pop viene usato come mezzo decorativo, per dare un valore aggiunto all'immagine, per accrescerne le potenzialità evocative. E' il trionfo della filosofia dell'arte, in cui l'opera assume una forza di significato pari alla forza di identità che un' icona del cinema sprigiona.

Se Warhol era capace, tramite un'arte adatta alle masse, di cogliere l'essenza del suo tempo (quello degli anni 60), Antonella Scaglione è perfettamente in grado di voltare lo sguardo agli stessi anni e di leggere con occhi disincantati la medesima epoca, quella del boom economico degli anni 60, senza il filtro mediatore della malinconia e della nostalgia, fattori che in tempi di crisi hanno spesso la meglio. 

FEDERICA PELIGRA